Sta destando polemiche la proposta dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, Francesca Danese, che avrebbe proposto di impiegare i nomadi per la raccolta differenziata dei rifiuti e dei materiali inutilizzati e abbandonati per le vie di Roma. La proposta sarebbe giunta dopo aver visitato il centro di accoglienza in via Visso, la in cui, al momento, sono ospitati circa 288 rom e fra questi almeno 150 sarebbero minori.

Secondo l’assessore Danese bisognerebbe procedere con il ridisegnare le politiche dell’accoglienza all’interno del Comune di Roma, aprendosi al dialogo e cercando di capire quali sono i problemi delle persone. La Danese avrebbe poi spiegato che impiegare i rom per la raccolta differenziata significherebbe anche poter beneficiare della loro bravura nell’essere in grado di recuperare i materiali ormai in disuso e abbandonati lungo le vie della città. In più, impiegare i nomadi nella raccolta differenziata vorrebbe dire dar loro la possibilità di svolgere un lavoro per tutta la comunità capitolina e di provare a dar loro un inserimento lavorativo diverso.

La proposta dell’assessore Danese è stata contestata da Alfio Marchini e da Fabrizio Ghera, quest’ultimo capogruppo di Fdi-An all’interno del Comune di Roma. Altra parziale protesta è provenuta anche da Dario Rossin, vice capogruppo di Forza Italia nell’assemblea comunale che al posto della raccolta differenziata, ha proposto – ironicamente – di impiegare i rom all’interno dell’autofficina comunale, dato che, da quanto dice, nei campi rom è possibile trovare i pezzi delle auto rubate.

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