Nuova pesante tegola sull’amministrazione Raggi a Roma: la Procura ha infatti chiesto e ottenuto l’arresto di Raffaela Marra, capo del personale del Campidoglio e braccio destro del sindaco.

All’ex finanziere viene infatti contestato il reato di corruzione nell’ambito di un’indagine relativa al 2013, periodo in cui Alemanno era ancora sindaco e Marra era stato nominato direttore dell’ufficio delle Politiche abitative del Comune e capo del Dipartimento del patrimonio e della casa.

La decisione della nomina di Marra è stata duramente contestata sin dall’inizio da parte della sezione romana del Movimento, e in particolar modo da Roberta Lombardi, ex membro del cosidetto minidirettorio, la quale prima di lasciare aveva esclamato: “Marra è il virus che ha infettato il M5s“.

Insieme a Marra è finito in manette anche Sergio Scarpellini, costruttore e immobiliarista, giudicato suo complice. Stando all’indagine portata avanti da l’Espresso, il braccio destro della Raggi e sua moglie avrebbero infatti acquistato con il suo aiuto immobili a prezzi ben al di sotto di quelli di mercato da privati ed enti, come per esempio la Fondazione Enasarco, grazie proprio al suo incarico.

Nel frattempo proseguono le perquisizioni in Campidoglio, già avviate nei giorni scorsi nell’ambito dell’inchiesta sulle nomine effettuate dalla Raggi. Come si ricorderà Raffaele Marra venne inizialmente nominato vice capo di gabinetto, poi spostato ad altra mansione.

Non si tratta che dell’ultima sofferenza per la giunta romana, che in settimana ha dovuto affrontare anche le dimissioni di Paola Muraro, assessore all’Ambiente che ha ricevuto un avviso di garanzia per l’indagine sul traffico di rifiuti in cui è coinvolta da tempo.

Durissima la reazione del presidente del Pd Matteo Orfini, il quale ha accusato senza mezzi termini di collusione tutto il direttorio del Movimento 5 Stelle: “Prima le tardive dimissioni della Muraro, poi le perquisizioni in Campidoglio, oggi l’arresto di Marra: quando dissi che stavano riciclando il peggio, quando raccontai i legami pericolosi di questa gente, Grillo, Di Battista e Di Maio mi insultarono.  Oggi non chiederanno scusa. Perché sono politicamente corresponsabili“.