“Per adesso sicuramente escludo di candidarmi perché non mi sento in grado di affrontare la scena politica non avendo un’esperienza adeguata: sostengo, però, le battaglie sociali dei Radicali, soprattutto quelle sulla giustizia e sulla necessità di umanizzare le carceri italiane” è il commento di Raffaele Sollecito, assolto con formula piena dall’accusa di aver preso parte all’omicidio di Meredith Kercher, insieme ad Amanda Knox, a Perugia. Un delitto che – alla fine – ha portato alla condanna, con rito abbreviato, di Rudy Guede il quale continua a proclamarsi innocente.

Raffaele Sollecito e i suoi 4 anni in carcere

Al Corriere.it Sollecito ha dichiarato che, per migliorare la vita dei carcerati, abolirebbe fin da subito il carcere preventivo e, nei casi di pericolo di fuga o reiterazione del reato, “promuoverebbe pene alternative”: “Per come è costituito in Italia, il penitenziario non serve a nulla: lasciare una persona in una stanza di 2 metri per 3 dalla mattina alla sera è un’aberrazione umana e serve solo a mettere la polvere sotto il tappeto [...] I detenuti sono solo persone che hanno sbagliato e, nella stragrande maggioranza dei casi, sono disagiati che vivono ai margini della società. Quale organo migliore di una comunità potrebbe seguirli ed aiutarli a intraprendere un percorso di rieducazione e reinserimento sociale? Chi sbaglia lo vogliamo gettare come un sacchetto dei rifiuti in una discarica o vogliamo cercare di trovare una soluzione che possa offrire qualcosa di concreto per avere un’alternativa alla criminalità?” ha precisato.

E Raffaele Sollecito – che in galera ha trascorso 4 anni – fa differenza tra “i criminali che non si pentono e devono stare in carcere e chi, invece, può e deve essere recuperato”. Chi, invece, è in attesa di giudizio “non dovrebbe avere nulla a che fare con l’ambiente penitenziario”. I suoi diritti – conclude Sollecito - “sono stati calpestati per 8 anni”.