Sulla causa della morte della ragazza brasiliana sicuramente si è trattato di uno strangolamento che però non è stato ultimativo, ma avrebbe determinato uno stato di incoscienza sul quale sarebbe intervenuta poi l’azione del gas. Ma per una conferma definitiva bisogna attendere l’esito dell’autopsia“.

Sono queste le parole di Fabio Salamone, procuratore capo di Brescia che ha anche confermato il sospetto che il datore di lavoro della ragazza, Claudio Grigoletto, altro non fosse il padre del bambino che Marilia Rodrigues Martins aspettava da alcuni mesi: ”Aveva la necessità di eliminare il problema rappresentato dal fatto di essere il padre del bambino che la brasiliana aspettava“. L’uomo avrebbe infatti creato un falso account mail per attribuire a un’altra persona la relazione con la giovane.

“Anche il tentativo di bruciare il cadavere – ha aggiunto il procuratore - fa ritenere che sia stato fatto apposta per cercare di sviare o di rendere più complessa la risoluzione del fatto“.