Laura vive in Belgio, ha 24 anni e nessun problema fisico, ma sta preparando il suo funerale. Nel paese in cui vive una legge del 28 maggio 2002 autorizza i pazienti a richiedere l’eutanasia quando la loro “sofferenza fisica e/o psicologica è costante, insopportabile e non può essere fermata“. Lei è riuscita a ottenere il parere favorevole di tre medici, come impone la procedura in Belgio. E così morirà durante l’estate – non si ancora quando.

Non è il primo caso di depressa che chiede ed ottiene l’Eutanasia. Secondo il professor Wim Distelmans, presidente della commissione belga di controllo dell’Eutanasia, ogni anno una cinquantina di persone ottengono la dolce morte a causa della sofferenza psichica di cui soffrono. Rappresentano il 3% dei pazienti che affrontano il suicidio assistito in Belgio – che quindi sono circa 1.500.

La sua storia sta facendo discutere il suo paese (e non solo), perché la giovane si è raccontata in un’intervista al quotidiano De Morgen “Ho sempre avuto un solo desiderio: quello di morire. Avevo questa volontà fin dalle elementari“. E continua: “sembro calma in questo momento ma probabilmente più tardi mi butterò a terra a causa di questo mio dolore. Mi attanaglia. E’ dentro di me e non finisce mai“. Per lei vivere rappresenta un peso insopportabile – “la mia vita è una lotta quotidiana sin dalla nascita, certi giorni mi trascino letteralmente di secondo in secondo, i miei 24 anni sono stati un’eternità“, e così persino “i miei familiari e i miei amici hanno capito. Conoscono la mia storia e sanno che è la migliore soluzione per me“.

Ora in tanti, in Belgio e non solo, sperano che Laura possa cambiare idea e scegliere gli amici, il caffé e le sue passioni – il teatro e la fotografia -, lei però non sembra avere dubbi: “so che l’eutanasia è una decisione violenta, ogni giorno mi chiedo se la voglio davvero. Ogni giorno la risposta è sì. La morte sarà inevitabile, ma almeno degna“.