Le 223 studentesse nigeriane sequestrate nella notte tra il 14 e il 15 aprile scorsi in un collegio femminile cristiano a Chibok (stato del Borno, nel nord della Nigeria) dal gruppo terrorista islamista Boko Haram, sarebbero state localizzate ma non si trovano.

Nonostante il terribile video che è stato diffuso ieri, dove le ragazze coperte integralmente da un velo, si vedevano solo i volti terrorizzati, in campo aperto sotto la minaccia delle armi e una bandiera di Al Qaeda dietro di loro, non sono ancora state trovate e liberate. Si spera siano ancora in Nigeria.

Per la loro liberazione si sta mobilitando il mondo, (GUARDA QUI LA CAMPAGNA WEB #BringBackOurGirls) un aiuto concreto viene dagli Usa che attraverso l’utilizzo di aerei di spionaggio starebbero sorvegliando l’area dove si pensa possano trovarsi le giovani. “Abbiamo condiviso immagini da satelliti commerciali con i nigeriani e stiamo effettuando voli, con piloti, di spionaggio, sorveglianza e ricognizione sulla Nigeria, con l’autorizzazione del governo”, ha precisato un funzionario statunitense.

Intanto il governo nigeriano rifiuta nettamente qualsiasi ipotesi di scambio con i terroristi, il leader del gruppo qaedista dopo aver annunciato la conversione forzata all’islam delle studentesse, nel video diffuso ieri le ragazze recitavano il primo capitolo del Corano, aveva chiesto di scambiarle con tutti prigionieri di Boko Haram rinchiusi nelle carceri nigeriane. Ipotesi che non è stata neanche presa in considerazione.

Il governatore dello Sato nigeriano del Borno, Kashim Shettima, ha detto nella giornata di ieri di avere “informazioni sul luogo in cui si troverebbero”. Shettima ha aggiunto di non credere che siano state portate in Chad o Camerun.