“Da tempo i docenti universitari denunciano le carenze linguistiche dei loro studenti (grammatica, sintassi e lessico) con errori appena tollerabili in terza elementare. Nel tentativo di porvi rimedio, alcune facoltà hanno persino attivato corsi di recupero di lingua italiana. Il tema della correttezza orotografica e grammaticale è stato a lungo svalutato sul piano didattico”, comincia così la lettera scritta da 600 docenti ed indirizzata sia al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che alla Ministra dell’Istruzione. Dunque “non c’è più tempo da perdere e bisogna intervenire”hanno tuonato.

La lettera dei prof al Presidente del Consiglio

L’iniziativa è stata portata avanti dal “Gruppo di Firenze” e ha già raccolto l’adesione di 600 prof, preoccupati per il futuro dei loro studenti. “Abbiamo bisogno di una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti oltre che più efficace nella didattica, altrimenti né l’impegno degli insegnanti né l’acquisizione di nuove metodologie saranno sufficienti” scrivono i docenti.

Insomma, i loro studenti scrivono male in italiano: una vera e propria emergenza, un deficit a cui bisogna porre rimedio il prima possibile. Prima che sia troppo tardi.

I prof preoccupati per i loro studenti

I docenti indicano anche una serie di linee d’intervento per garantire il “possesso degli strumenti linguistici di base da parte della stragrande maggioranza degli studenti”.