Giulio è un ragazzo autistico livornese, di appena tredici anni, che una mattina si è recato a scuola e ha trovato l’aula completamente vuota. I suoi compagni erano andati in gita ma alla famiglia di Giulio ciò sarebbe stato comunicato soltanto la mattina stessa, impedendogli così di aggregarsi agli altri. La notizia è stata ripresa dai media perché a parlarne sarebbe stata l’associazione Autismo Livorno Onlus, che su Facebook avrebbe raccontato quanto accaduto.

La scuola si sarebbe giustificata ammettendo la sola colpa che vi sarebbe stato un malinteso e che il ragazzo autistico non sarebbe stato escluso di proposito ma soltanto – soltanto si fa per dire – “dimenticato a causa di un qui pro quo. Una versione dei fatti, quest’ultima, che avrebbe comunque scatenato malcontento generale e indignazione, tant’è che sui social è stato lanciato immediatamente l’hashtag #IoSonoGiulio e la campagna di solidarietà nei confronti del ragazzo autistico è riuscita a raggiungere anche le tv nazionali.

La dirigente scolastica Loredana Biliardi (preside della scuola media San Simone del quartiere Ardenza terra di Livorno, dov’è accaduto il fatto) si è detta piuttosto stupita da tutto il clamore generato anche perché, secondo quanto avrebbe dichiarato, la mattina della gita Giulio avrebbe dovuto frequentare soltanto un’ora di lezione e poi fare la sua consueta terapia. La Biliardi avrebbe anche aggiunto che non è sempre facile gestire la situazione di un ragazzo autistico che non parla e non scrive, che per lui è stato studiato un percorso didattico ben preciso, uscite con i compagni comprese.

Intanto, però, oltre alla mobilitazione di solidarietà sul web attraverso l’hashtag #IoSonoGiulio, il Comune di Livorno ha fatto già sapere che convocherà una commissione di inchiesta per accertare tutto quanto sia avvenuto.