L’America intera è commossa per la morte a Boston di Sam Berns, 17 anni, il ragazzo diventato celebre in tutto il mondo per essere il bambino (clicca qui per leggere la news sulla Giornata Mondiale del bambino) che invecchiava tropo velocemente. La morte è sopravvenuta per il deterioramento delle condizioni generali di salute, a partire dai problemi cardiaci.

Sam soffriva di una malattia genetica rarissima che colpisce solo poche centinaia di persone, la progeria, conosciuta anche coma la “sindrome di Benjamin Button“, che causa un invecchiamento precoce delle cellule (qui troverete 5 consigli per invecchiare bene) e colpisce un neonato su otto milioni. Sam era conosciuto in tutta la città per il suo impegno nella lotta contro il morbo, che provoca un invecchiamento precoce.

Le tante foto diffuse dalla Progeria Research Foundation, fondata nel 1999 dai suoi genitori medici, lo ritraggono magrissimo, senza capelli e molto più basso dei ragazzi della sua età. Nonostante l’isolamento nel 2003 del gene che causa la progeria, non esiste ancora una cura per questa malattia. Tenendo conto che la media di vita di una persona affetta dalla sindrome di Benjamin Button si aggira attorno ai 13 anni, Sam è riuscito a combatterla per molto più tempo, con grande forza e coraggio.

Sul suo caso è stato girato recentemente un film documentario, “La vita secondo Sam“, prodotto dalla HBO, che ora è in lizza come finalista agli Oscar (clicca qui per leggere le nomination agli Oscar).