Corteo di protesta nella zona di Fuorigrotta a Napoli dopo la morte del diciassettenne Salvatore Bifulco, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato ucciso dallo sparo partito accidentalmente dalla pistola di un carabiniere, dopo che lo scooter su cui il giovane era a bordo insieme ad altri due amici non si è fermato all’alt intimato dalle forze dell’ordine.

La famiglia di Salvatore ha condannato gli atti di violenza avvenuti durante la manifestazione (la folla ha lanciato alcuni oggetti contro la polizia, intervenuta in assetto antisommossa)  e nonostante la madre del ragazzo abbia rilasciato parole molto dure nei confronti del carabiniere coinvolto nell’omicidio e lo stesso abbia fatto il fratello di Salvatore, ieri è giunta una nota in cui la famiglia Bifulco ha preso le distanze dal corteo: “Nostro figlio deve essere ancora seppellito, nessuno e dico nessuno deve sentirsi autorizzato a compiere atti di violenza anche verbale in suo nome. Chi vuole bene a Davide deve rispettarlo. Noi chiediamo soltanto giustizia. Chi usa la violenza in suo nome non sa quanto danno fa a lui e alla nostra famiglia“.

Secondo i carabinieri, Salavatore sarebbe stato ucciso dallo sparo partito accidentalmente dalla pistola di ordinanza del carabinieri. Secondo la famiglia, invece, il ragazzo sarebbe stato speronato e poi ucciso da un colpo sparato ad altezza uomo.