Periodo sempre più complicato per Virginia Raggi e la sua giunta. La neo sindaca di Roma, dopo i problemi affrontati per trovare, ancora senza successo, un assessore al Bilancio, adesso si è vista rimettere tra le mani anche un altro mandato.

Il Ragioniere generale Stefano Fermante ha rinunciato al suo incarico, spiegando la sua decisione alla Raggi con una relazione di venti pagine in cui realizza un ritratto davvero impietoso di Roma, che appare come una città in bilico sull’orlo del default.

Virginia Raggi ha protocollato nella giornata di ieri la decisione che Stefano Fermante aveva già preso negli scorsi giorni. Una nuova rinuncia quindi per la giunta capitolina, dopo quella del giudice contabile Salvatore Tutino alla carica di assessore al Bilancio.

Fermante ha così motivato la sua scelta con i suoi collaboratori: “C’è troppa confusione. Io sono completamente isolato, lavoro senza un indirizzo politico, visto che l’assessore al Bilancio si è dimesso il primo settembre e la sindaca in tutto questo tempo non ha mai voluto incontrarmi. Ma nella situazione in cui versa il Campidoglio i rischi sono troppo alti: i conti sono peggiorati, io sto in prima linea, esposto a critiche spesso feroci, senza che nessuno mi dica cosa fare. Una responsabilità enorme, che non posso sopportare da solo”.

La Raggi si è trovata costretta ad accentrare su di sé, almeno per ora, la responsabilità di Bilancio e Patrimonio e delle Partecipate: “La delega al Bilancio al momento è mia, abbiamo un presidente di commissione, stiamo lavorando”. Le decisioni riguardanti i nuovi assessori di Roma potrebbero quindi richiedere ulteriore tempo. Dallo staff della sindaca emerge: “Stiamo riconsiderando alcuni curricula che inizialmente avevamo scartato per un eccesso di rigidità”.

A confermare gli attuali problemi nelle finanze di Roma ci sono, oltre a quelle di Fermante, anche le parole della deputata grillina Roberta Lombardi: “Roma, per come l’abbiamo ricevuta noi, era al predissesto, lo testimonia un documento di fine maggio trasmesso al commissario Tronca. Minenna riuscì a fare una manovra che riportava i conti in ordine. Adesso c’è bisogno di un’azione virtuosa, anche perché ereditiamo un debito storico di svariati miliardi. È una sfida molto seria. Ma, come ha detto Beppe, vigileremo sull’operato della sindaca affinché applichi il programma per il quale il M5S è stato eletto nella Capitale”.