I fatti, ahimé, sono già noti in tutto il mondo. Un gruppo di tifosi inglesi al seguito del Tottenham, in trasferta a Roma per la gara di questa sera contro la Lazio, è stato vigliaccamente aggredito ieri notte in un pub di Campo de’ Fiori da una banda di ultras biancocelesti e giallorossi. Dieci feriti, di cui uno di 22 anni che versa in gravi condizioni a causa di una coltellata che gli ha reciso l’arteria femorale: questo il bollettino di un raid che, al momento, è costato l’arresto a un teppista, che marginalmente è anche tifoso della Roma, e il fermo ad altri sei individui.

Il vergognoso assalto è stato condotto a colpi di spranghe e coltelli presso il The Drunken Ship, tradizionale punto di ritrovo per turisti in uno dei quartieri della movida romana. A rendere ancora più grave la vicenda sarebbe il movente razzista alla base dell’aggressione: la curva del Tottenham è nota per esporre in tribuna la stella a sei punte, in omaggio alla numerosa comunità ebraica che vive nel quartiere londinese da cui prende il nome il club.

Benché sia già cominciato il gioco delle accuse (il Pd che accusa esplicitamente Alemanno) e degli smarcamenti (per Lotito i tifosi della Lazio non c’entrano nulla), la cruda verità racconta di un pugno di criminali provenienti dall’Età del Bronzo che giocano alla guerra nascondendosi dietro la maschera compiacente del calcio. E il calcio italiano, Lotito docet, dimostra di non aver capito che la sua decadenza è dovuta anche all’incapacità manifesta di mettere la museruola all’insensato fenomeno delle tifoserie politicizzate (e, in questo caso, l’aggettivo è da intendersi nella sua accezione peggiore). Cosa c’entra la politica con il calcio? Quale visione del mondo propone una curva?

In Inghilterra, dove hanno pagato duramente per le scorrerie degli hooligan, non si parla che della violenza intrinseca dei tifosi italiani. Il Telegraph ha riassunto tutti gli episodi di cui sono stati vittima i tifosi britannici a Roma, che già è nota come The Stab City, la Città delle Pugnalate. E, forse, questo (inevitabile) oltraggio alla Città Eterna è la cosa più triste di tutte.