I raid russi cui Vladimir Putin ha dato il via sulla Siria sembrano iniziare a fare il proprio effetto perché almeno tremila combattenti jihadisti dell’Isis sarebbero in fuga dal Paese e si starebbero rifugiando in Giordania. A farli scappare non soltanto i raid russi ma anche la paura che l’esercito siriano possa avanzare su tutti i fronti.

I jihadisti che starebbero fuggendo dalla Siria apparterrebbero ai gruppi Jabhat Al-Nusra e Jaish al-Yarmouk (stando a quanto avrebbe riportato Ria Novosti (l’agenzia di stampa russa). Oltre ai tremila militanti Isis in fuga dal Paese, almeno centosessanta di loro sarebbero stati uccisi durante un attaccato sferrato dall’esercito siriano all’interno della provincia di Deir Ezzor mentre altri diciassette sarebbero stati invece uccisi durante un attacco a Homs e a Palmira. Queste ultime notizie sono state invece diffuse da fonti militari russe, che Ria Novosti avrebbe poi citato.

La stretta sulla Siria e sugli jihadisti dell’Isis sembra quindi proseguire: oltre ai raid russi cui Putin ha dato il via qualche giorno fa, sembra che stamattina un elicottero appartenente all’esercito siriano abbia lasciato cadere alcuni volantini a sud della provincia di Hama: un modo, questo, per convincere i jihadisti ad arrendersi.

I raid russi sembrano però aver infastidito, e non poco, la Turchia: il Paese ha infatti contestato alla Russia una violazione del proprio spazio aereo, avvenuta sabato scorso all’interno della provincia di Hatay, molto vicina al confine con la Siria. A riferirlo è stato lo stesso Ministro degli Esteri turco. Il Paese avrebbe anche fatto sapere che le reazioni potrebbero essere assai dure se dovessero verificarsi incidenti all’interno del proprio spazio aereo.