Per l’Iraq non c’è pace, non bastava l’avanzata dei terroristi islamici di Isis che continuano a sterminare le minoranze religiose come i cristiani e gli yazidi, il paese al momento è scosso anche da scontri politici.

Il presidente iracheno Fuad Masum ha nominato un nuovo premier ma quello uscente, Nouri al-Maliki, non ha intenzione di dimettersi e ha schierato le truppe nella capitale. Nel Nord intanto gli Stati Uniti, dopo i bombardamenti dei primi giorni, hanno iniziano a consegnare armi ai combattenti curdi, gli unici che in Iraq hanno capito quanto sono pericolosi i soldati dello Stato Islamico in Iraq e della Grande Siria (Isis).

Il premier uscente voleva guidare anche il prossimo governo ma così non sarà dato che il delegato alla formazione di un nuovo esecutivo sarà lo sciita, e vice presidente del Parlamento, Haider al-Abadi, sostenuto fortemente dagli Stati Uniti. Al- Maliki, a caccia del 3° mandato, ha annunciato alla tv di Stato l’intenzione di denunciare il presidente per aver violato la Costituzione e gli Usa di “Golpe”.

La decisione di Masum di chiedere a al-Abadi di formare un nuovo governo è stata invece apprezzata dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, “un passo avanti verso la formazione di un governo in Iraq” ha commentato.

I curdi intanto continuano a lanciare l’allarme sul rischio di genocidio da parte di Isis. La confusione politica e gli scontri militari stanno facendo precipitare nel caos l’intero Iraq.

photo credit: Foreign and Commonwealth Office via photopin cc