Tra sabato e domenica è cominciato il Ramadan, il “mese caldo“, ossia il periodo che i musulmani dedicano al digiuno, alla preghiera e alla purificazione. In origine, il mese di Ramadan si svolgeva, come suggerisce suo nome, in un mese estivo, ma quando lo stesso Maometto adottò un calendario puramente lunare di dodici mesi, la sua cadenza varia di anno in anno. L’inizio vero e proprio dipende da complessi calcoli astronomici, anche se ci si può più semplicemente affidare all’avvistamento del primo spicchio di luna. La sua durata è di circa un mese, quindi il digiuno si protrarrà quest’anno fino al prossimo 27 luglio, quando ci sarà la nuova luna.

E’ questo un momento incredibilmente speciale per i musulmani, in patria e all’estero, un periodo in cui dedicarsi alla carità, alla contemplazione e alla comunità. Quello che si celebra con il Ramadan è la commemorazione del momento in cui Allah rivelò a Maometto i primi versi del Corano attraverso l’arcangelo Gabriele, inviato sulla terra per dettare le sure al profeta.

Per l’intero mese del Ramadan, dall’alba al tramonto, i musulmani si astengono dal consumo di cibo: il digiuno rappresenta infatti uno dei cinque pilastri dell’Islam come la professione di fede, l’elemosina, il pellegrinaggio alla Mecca e la preghiera quotidiana, ma oltre che dal cibo, durante il giorno regola vuole che ci si astenga anche da qualsiasi comportamento considerato impuro, come l’uso del tabacco o i rapporti sessuali.

Prima dell’alba si consuma un pasto frugale detto suhur, mentre dopo il tramonto si rompe il digiuno (iftar) e si prega, recitando anche la tarawih, una preghiera che viene celebrata solo in occasione del Ramadan. Sono esonerati dal digiuno le donne in gravidanza o che allattano, i bambini e i malati cronici, che vengono invece chiamati ad atti di carità verso i bisognosi, indipendentemente dalla loro religione o entnia.

Al termine del Ramadan, si celebra infine l’Id al-Fitr, la festa di rottura del digiuno detta anche la “piccola festa”.

Il significato del Ramadan per il musulmano praticante è assimilabile a quello che la Quaresima simboleggia per i cristiani praticanti: un mese di sacrifici per il corpo e di elevazione spirituale nella meditazione e nella preghiera. Il significato spirituale del digiuno è stato analizzato da molti teologi e la teoria più apprezzata sostiene che il digiuno insegni all’uomo il dono di autodisciplina, l’appartenenza a una comunità, la pazienza e l’amore per Dio. Una diversa interpretazione sostiene invece che l’astinenza sessuale e il digiuno ricordi i disagi dei poveri, invogliando i praticanti a pagare la zakat, l’imposta coranica verso i bisognosi.

In Italia i musulmani che aderiranno al Ramadan saranno circa un milione e 700mila, soprattutto immigrati e i loro figli. In alcune città, dove più accentuata è la loro presenza, si riuniscono ogni sera per l’iftar.

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