Arrivato in sala stampa con Caterina Caselli, Raphael Gualazzi parla dei suoi prossimi progetti e del suo cd.

In merito alla collaborazione con i Bloody Beetroots (ascoltate qui la loro Liberi o no) afferma che è stata la stessa Caselli ad avere l’intuizione di sperimentare un duetto simile e di essersi fidato: ”Per la scelta del brano sono felice che sia passato questo brano ritmico, e soprattutto sono felice di divertirmi. Siamo in tanti sul palco, quindi diventa una grande festa. Il brano lento l’ha scritto Giuliano Sangiorgi, sarà emozionante suonarlo con la mia band” (qui il testo di Tanto ci sei).

Più che timido – risponde il cantante ad una domanda – credo di essere educato. Sono molto felice di suonare, sono molto immobile perchè sto al piano. La musica deve sempre essere la protagonista principale.

Caterina Caselli: “Mi piace assaporare un sapore buono della musica. Non conoscevo molto il mondo dei Bloody Beetroots e volevo conoscerlo. Ho chiamato il suo manager e parlando di tante cose, mi hanno detto ho molta stima di Raphael. Ne ho parlato con lui ed essendo aperto agli esperimenti ed è nata questa collaborazione.Tra Tokio e l’Australia sono riusciti a ricontrarsi per trovare il tempo necessario perché questi due brani in gara potessero prendere forma. Ho dei collaboratori molto più giovani di me che mi aprono gli occhi su nuovi mondi che io non conoscerei“.

Parlando del mercato italiano Caterina Caselli afferma: “Purtroppo in Italia non è possibile sperimentare. Dobbiamo investire su progetti che al pubblico possano piacere. E’ molto difficile riuscire nell’immediato. Investire su un artista è una grande scommessa. Oggi come oggi il mercato italiano che dieci anni fa era la metà del mercato francese oggi è un quinto di quello francese. Mentre prima facevamo dieci progetti l’anno, oggi noi possiamo rischiare su due artisti l’anno. E’ una situazione che ci costringe da quello che è diventato il mercato italiano. Non abbiamo linfa sufficente da investire. Dobbiamo cercare l’unicità, avere una personalità, avere delle caratteristiche per differenziarci da quello che c’è. Tanta tenacia e costanza, senza imitare nessuno, trovando dentro di te quel mondo in cui identificarsi“.

(Foto by InfoPhoto)