I cinque capi di Stato di Nigeria, Camerun, Niger, Ciad e Benin, a un mese dal rapimento delle oltre 270 ragazze nigeriane, hanno tenuto un summit a Parigi assieme al presidente francese Francois Hollande al termine del quale hanno adottato un piano d’azione regionale per combattere il gruppo terrorista islamista nigeriano Boko Haram.

I leader africani, e i loro omologhi europei e statunitensi, sono dello stesso parere ritenendo che il gruppo terrorista sia diventato “una grave minaccia” per l’intero continente africano, “Siamo qui per dichiarare guerra a Boko Haram”, ha dichiarato in conferenza stampa il presidente del Camerun Paul Biya.

Durante la conferenza stampa a margine del vertice africano sulla sicurezza regionale il presidente francese ha detto che tutta la comunità internazionale, all’incontro erano presenti anche rappresentanti di Stati Uniti, Regno Unito e Unione europea, è contro Boko Haram, promettendo uno sforzo congiunto, “Una promessa che non si traduce però con ulteriori contingenti francesi nella regione”, ha aggiunto.

(GUARDA QUI LA CAMPAGNA WEB #BringBackOurGirls)

L’inquilino dell’Eliseo ha detto anche che Boko Haram ha legami accertati con Al Qaeda nel Maghreb islamico e altre organizzazioni terroristiche.

A quello francese fa eco il presidente Nigeriano Goodluck Jonathan: “Boko Haram si è evoluta. Non è piu l’organizzazione locale che era fino al 2009. Adesso collabora con Al Queada e può essere definita l’Al Quaeda dell’Africa centro occidentale”.

Hollande ha denunciato la strategia del gruppo terrorista: “Boko Haram vuole destabilizzare la Nigeria, ma anche per distruggere i principi fondamentali della dignità umana. La minaccia del leader Abubakar Shekau di vendere come schiave le oltre 270 ragazze rapite…ne è la chiara prova”.