Il rapimento delle 219 studentesse in Nigeria, da parte del gruppo terroristico di Boko Haram, sembrava finalmente essere giunto ad una svolta positiva. Le giovani ragazze sono in ostaggio da ormai più di cinque mesi e il mondo intero si è mobilitato per loro attraverso il grido di “Bring back our girls” (Riportate le nostre ragazze, ve ne abbiamo parlato qui).

Il sospiro di sollievo lo si è potuto tirare ieri sera, quando un portavoce dell’esercito militare nigeriano, il generale Chris Olukolade, aveva dichiarato all’ente televisivo britannico Bbc che tutte o alcune delle ragazze erano state liberate grazie all’intervento dei militari stessi. Il generale aveva anche assicurato che l’operazione fosse ancora in corso nel momento in cui stava rilasciando le dichiarazioni ma poi, successivamente, ha precisato che le ragazze liberate avrebbero potuto non essere quelle rapite nel mese di aprile da Boko Haram.

Al momento non conosciamo ulteriori dettagli su questo blitz dell’esercito nigeriano ma è stata comunque smentita l’ipotesi che la liberazione sia avvenuta. Quando è arrivata la notizia, questa è stata confermata persino da Oby Ezekwesili, la leader della campagna #Bringbackourgirls che da per mesi – e tutt’ora – viene portata avanti sui social e sui media di tutto il mondo, per tenere alta l’attenzione su quanto di grave è avvenuto in Nigeria e per richiedere il rilascio delle studentesse.

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