In Italia si contano 5 milioni di immigrati, pari all’8,3% della popolazione totale. A rivelarlo è il XXIV Rapporto Immigrazione Caritas e Migrantes, presentato questa mattina presso il Conference Center di Expo 2015. L’analisi, dal titolo “Migranti, attori di sviluppo”, elenca le regioni italiane con il più alto numero di cittadini stranieri. Al primo posto c’è la Lombardia dove si concentra il 22,9% degli immigrati presenti in Italia, seguita dal Lazio, a quota 12,5%, dall’Emilia Romagna, a quota 10,9% e dal Veneto a 10,5%.

Le motivazioni più comuni delle richieste di asilo in Italia sono il lavoro, i ricongiungimenti familiari e la protezione umanitaria. La maggior parte degli immigrati proviene dalla Romania, a quota 22%, seguita dall’Albania, al 10,1% e dal Marocco al 9,2%.

Purtroppo gli immigrati che trovano lavoro in Italia devono spesso accontentarsi di salari bassi e sono costretti a lavorare in ambienti poco sicuri. Mediamente un immigrato guadagna 993 euro al mese a fronte di una retribuzione media di 1.326 euro mensili per gli italiani.

Gli immigrati che lavorano in Italia sono 2,4 milioni, pari all’11% del totale. Il loro lavoro incide positivamente sul PIL per oltre 123 miliardi di euro, pari all’8,8% della ricchezza complessiva prodotta in Italia. Secondo i dati diffusi da Unioncamere su immigrazione e imprenditoria, gli immigrati hanno aperto 315.891 imprese in Italia, concentrate in Lombardia, Toscana, Lazio ed Emilia Romagna.

Grazie ai flussi migratori, anche i Paesi d’origine hanno potuto beneficiare di ricadute economiche positive. Gli immigrati hanno fatto da ponte tra il Paese di provenienza e l’Italia, importando ed esportando competenze, beni e innovazione.

Dal report della Caritas sull’immigrazione sono emersi altri dati interessanti relativi alla composizione dei nuclei familiari che espatriano. Le famiglie composte da donne sole con figli a carico sono in aumento in Italia. Le immigrate colmano le carenze dell’offerta di manodopera nei lavori domestici e nell’assistenza agli anziani.

Cardinal Montenegro: immigrazione è opportunità per l’Italia non emergenza

Il presidente della Caritas italiana S.Em. Card. Francesco Montenegro ha invitato la popolazione e il governo italiano a favorire politiche di integrazione, combattendo pregiudizi e stereotipi sugli immigrati che rischiano di sciupare risorse umane e culturali importanti per il Paese. L’immigrazione non va gestita come un’emergenza bensì come un’opportunità:

L’immigrato è il cittadino che risiede nel nostro Paese da 30 anni, che attende la cittadinanza italiana o che ha la cittadinanza italiana ma ha i lineamenti chiaramente di un paese diverso. È il minore che non ha esperienza migratoria che è nato da cittadini immigrati e che viene chiamato straniero; è l’alunno di cittadinanza non italiana. Sono le coppie miste. Sono i migranti ricongiunti.

Montenegro ha ricordato le ricadute occupazionali, demografiche e sociali dell’immigrazione: sono immigrati i braccianti agricoli sfruttati nei nostri campi; le donne che assistono i nostri cari malati e gli anziani; le colf che si occupano delle nostre case; gli alunni che riempiono le aule delle scuole:

Sono le persone a cui affidiamo ciò che abbiamo di più caro. Eppure ancora siamo restii a considerarli parte di noi e delle nostre famiglie. Eppure ancora ci sono momenti in cui alziamo il muro del “noi e loro” e bisogna ricominciare da capo.