Il Rapporto Istat 2016 è arrivato, come ogni anno, per offrire indicazioni sull’andamento dell’economia italiana e sulle abitudini degli Italiani. Grazie ad esso è possibile ottenere uno spaccato di come vanno le cose nel Paese, di quali sono i cambiamenti in atto e di quali criticità si devono affrontare. Per quanto riguarda le imprese italiane, in particolare, il rapporto sembra offrire chiare indicazioni in merito a quali fra esse abbia affrontato meglio la crisi economica.

Rapporto Istat 2016: le imprese e il mondo del lavoro

Secondo il Rapporto Istat 2016, ad esempio, nel periodo compreso tra il 2010 e il 2013 soltanto il gruppo di imprese italiane che può contare anche su una presenza all’estero avrebbe conosciuto la crescita economica, migliorando sia dal punto di vista degli addetti (più 0,6 per cento) sia dal punto di vista del valore aggiunto (più 6 per cento). Sempre in merito allo stesso arco temporale, il Rapporto Istat 2016 segnala anche che un’impresa su due ha fatto registrare un calo dell’1 per cento degli addetti e un aumento del valore aggiunto di circa lo 0,8 per cento.

Se si confrontando i dati italiani con quelli degli altri Paesi europei, non si può non notare come in Italia il numero delle nuove imprese che nascono sia nettamente inferiore alle media. Il nostro Paese ha infatti raggiunto soltanto il 7,2 per cento nel 2013, poco se si pensa che in Germania si è arrivati al 7,3 per cento, in Spagna all’8,6 per cento, in Francia al 9,5 per cento e in Gran Bretagna al 14,1 per cento. Senza contare che l’Italia avrebbe fatto registrare anche un trend alquanto negativo in fatto di imprese che hanno chiuso i battenti nel periodo compreso tra il 2008 e il 2013.

Per quanto riguarda invece l’occupazione, il Rapporto Istat 2016 segnala che essa è cresciuta soprattutto all’interno delle medie imprese mentre negli ultimi tre mesi del 2015 il monte ore in cui si è lavorato in aziende che hanno più di dieci addetti sarebbe salito del 4,5 per cento.