L’Italia è ora ufficialmente una nazione da serie B. Economicamente, s’intende: il declassamento ufficiale è arrivato per mano dell’agenzia di rating Fitch, una delle più importanti al mondo assieme a Moody’s e Standard & Poors, che declassato il rating dell’Italia da A- a BBB+. Il motivo pare essere risultato inconcludente delle elezioni.

I titoli di Stato italiani, dunque, non sembrano essere più così attraenti. La recessione italiana è una delle più profonde in Europa, come indicano anche i dati già esposti. E oltretutto c’è il rischio che si prolunghi più di quanto atteso. Per Fitch questo rallentamento dell’economia “mette a rischio lo sforzo di risanamento di bilancio e aumenta i rischi del settore finanziario. Il rischio che al governo possano essere richieste ulteriori iniezioni di capitale, al di là di Monte dei Paschi di Siena, non può essere scartato”.

Fitch parla anche di una contrazione del Pil italiano dell’1,8% nel 2013 e un debito vicino al 130%: “L’incertezza politica che è seguita alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio è parte integrante di un normale processo democratico – risponde il Ministero del Tesoro – confermiamo quindi la fiducia nel fatto che l’Italia troverà la soluzione politica e proseguirà il processo di riforma in corso”.

Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, spera che la politica si dia una mossa: “La crisi non aspetta, l’Italia si dia un governo – le sue parole – siamo sempre riusciti a superare i più acuti momenti di crisi: dobbiamo riuscirci anche questa volta”.