La società di rating Standard & Poor’s ha ufficialmente confermato la valutazione dell’Italia con un BBB-. Secondo la società di rating il nostro paese ha delle prospettive stabili e osserva con positività la crescita dell’Italia e ha apprezzato le misure per sostenere il settore bancario ma conferma il taglio delle stime portandole all’1,1% per il 2016 e all’1,3% per il 2017.

L’agenzia S&P ha spiegato in una nota che la promozione per l’Italia potrebbe arrivare solamente se il Governo continuerà a lavorare portando nuove riforme funzionali alla crescita del paese. Il gradino dell’Italia, secondo l’Agenzia S&P è appena un grado sopra il livello chiamato “punk”, spazzatura. Altre società di rating come Moody’s oppure come Fitch sono leggermente più positiva con il paese governato da Matteo Renzi ma tutti concordano nel ritenere l’Italia un paese che ha bisogno ancora di crescere e di maturare, proprio attraverso le riforme.

L’Italia potrebbe risollevarsi ma anche cadere nel baratro della “spazzatura” secondo Standard & Poor’s se le riforme rimanessero in una fase di stallo e se il risanamento dei conti pubblici non avverrà quanto prima. L’Italia è il terzo mese nella classifica per la spesa pubblica, dietro solo Giappone e Grecia.

L’agenzia, inoltre, suggerisce una riduzione delle tasse, soprattutto riducendo quelle sul lavoro perché è proprio dal lavoro che il paese può ripartire e cercare di uscire da una crisi che ha portato fin troppi disagi all’Italia. Infine, Standard & Poor’s giudica l’operato e gli obiettivi futuri del Governo Renzi: “Riteniamo che il governo difficilmente centrerà gli obiettivi di bilancio del 2018, deficit dello 0,9% del Pil, e 2018 surplus dello 0,1%”.