Non mi piacciono le tue idee, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a esprimerle“. La celeberrima frase attribuita a Voltaire – che in realtà non sembra l’abbia mai pronunciata, benché gli appartenga comunque come filosofia – è probabilmente la didascalia ideale per la foto che vedete qui sopra: un poliziotto afroamericano, Leroy Smith, che soccorre un membro del Ku Klux Klan, colpito da un malore durante una manifestazione a Columbia, capitale del South Carolina, per la difesa della bandiera sudista. Un poderoso spot per la tolleranza in uno dei tanti, troppi, momenti di attrito razziale alle stelle in America.

Nei giorni scorsi il KKK aveva indetto una marcia di protesta in seguito alla decisione presa dalle autorità del South Carolina di ammainare la bandiera confederata da tutti gli edifici pubblici; una scelta drastica, considerato che si parla di uno degli stati americani più orgogliosamente legati alle tradizioni (nonché il primo a dichiarare la secessione all’epoca della guerra civile), ma che era stata ritenuta necessaria dopo la strage a sfondo razziale, l’ennesima di questi mesi, che aveva visto come vittime innocenti nove persone di colore massacrate in una chiesa di Charleston. Il Ku Klux Klan, che ha sempre fatto della Stainless Banner un simbolo della propria causa, ha criticato aspramente la scelta presa dalle autorità statali, respingendo con forza l’idea che la bandiera sia di per sé un simbolo di odio (in effetti non lo è, è solo un pezzo di stoffa colorato, l’odio ce lo mettono tutto loro). La marcia avrebbe dovuto essere pacifica, ma l’intervento di un centinaio di membri del New Black Panther Party ha innescato immediatamente la scintilla. I due gruppi sono venuti a contatto, nonostante la presenza di un cordone di polizia, e alla fine il bilancio parla di 23 feriti e cinque persone arrestate. Guardando ai precedenti, poteva finire molto peggio.

Ma l’evento più significativo dell’ennesima giornata di ordinaria tensione razziale americana è quell’immagine che nessuna statistica e nessun rapporto ufficiale riporterà mai. La difesa della libertà di pensiero, anche di quello più detestabile, resta più che mai l’unico antidoto contro l’oscurantismo e il fanatismo di ogni genere e derivazione.

https://twitter.com/RobGodfrey/status/622494558249684992