Disastro nella base spaziale di Wallops Island, Virginia, negli Stati Uniti: un razzo commerciale Antares della società privata Orbital Sciences Corporation è esploso in diretta streaming a soli sei secondi dopo dal lancio. Secondo la Nasa si tratta di un’”anomalia catastrofica” ma sono ancora da accertare le cause effettive dell’incidente poiché, fino ad oggi, tutte le missioni mandate in orbita non hanno presentato alcun problema, risultando il primo caso di gravi condizioni che ha coinvolto un veicolo spaziale Nasa, operato da una compagnia privata, dopo il pensionamento degli Space Shuttle nel 2011.

Lo stesso razzo trasportava la navetta Cygnus, di costruzione italiana, con a bordo 2,2 tonnellate tra cibo, rifornimenti, esperimenti e probabilmente del materiale segreto per le comunicazioni destinato ai sei astronauti che vivono nella stazione spaziale internazionale.

In ogni caso, l’incidente non ha causato vittime, perché non c’era personale a bordo, tantomeno pericoli per gli astronauti in orbita; d’altro canto, però, si contano già gli ingenti danni, non solo economici. Una perdita che si gira attorno ai 200 milioni di dollari, che in fin dei conti non è nulla se messo a confronto alla lesione d’immagine per la stessa Orbital che, dal canto suo, dichiara di essere pronta a riprendere con i lavori non appena verrà fatta chiarezza sulle cause dell’incidente. Ma la perdita è inevitabile: l’azienda sarebbe già crollata in Borsa con una perdita che supererebbe il 15%.

È sempre un momento drammatico perdere un lanciatore, però non è tragico come perdere vite umane, quindi siamo soddisfatti di poter dire che il dispositivo di sicurezza ha funzionato e non abbiamo perso altro che le apparecchiature” ha spiegato Frank Culbertson, direttore generale di Orbital, continuando “Faremo le nostre indagini in modo professionale, consulteremo esperti anche tra i nostri clienti e quando avremo capito cosa non ha funzionato, lo sistemeremo e riprenderemo le missioni“.

Un lancio posticipato: il razzo doveva essere lanciato il lunedì ma, per via della presenza di una nave all’interno del perimetro di sicurezza, il tutto è stato posticipato. Il personale della base è stato avvisato del grave inconveniente, ma tuttavia non rimarrà senza cibo: durante la giornata di mercoledì un mezzo spaziale russo provvederà alle forniture.