La trattativa di compravendita tra Rcs Libri e Mondadori si è conclusa con l’acquisizione della prima da parte della seconda per una cifra pari a 127,5 milioni di euro. La valutazione complessiva di Rcs Media Group si attesta sui 130 milioni, e sono ancora possibili oscillazioni del prezzo di più o meno cinque milioni.

L’operazione, da cui è stata esclusa interamente Adelphi, ha portato alla creazione di un colosso dell’editoria che detiene all’incirca il 38% del relativo mercato e la borsa ha già risposto positivamente all’acquisizione di Rcs: questa ha guadagnato infatti il 5,92%, mentre per quanto riguarda Mondadori si è verificato un rialzo delle azioni pari al 3,59%.

Resta da sciogliere il nodo riguardanti gli autori di Rcs, alcuni dei quali si erano schierati in modo aspro contro la cessione dell’azienda: ricordiamo, tra i tanti, Umberto Eco, Susanna Tamaro, Lidia Ravera e Antonio Scurati. Gli scrittori in questione avevano paventato una possibile situazione di monopolio che avrebbe comportato un minore potere contrattuale da parte degli autori, una dominazione totale delle librerie e l’esclusione dai giochi della case editrici minori.

Chi invece ha accolto la notizia con soddisfazione è ovviamente Marina Berlusconi, presidente del Mondadori Group, la quale ha parlato di “un’operazione di cui siamo particolarmente orgogliosi” e di “un investimento sul futuro del nostro Paese e sulla qualità di questo futuro”. Dietro all’acquisizione di Rcs ci sarebbero processi inevitabili vista la situazione attuale dell’editoria, sopratutto in Italia, dove “le dinamiche del settore spingono in tutto il mondo gli editori ad unire le forze. Gli operatori hanno dimensioni molto più piccole rispetto a quelli degli altri principali Paesi” e dunque il raggruppamento sotto un’unica egida “risulta ancora più necessario.”

A guadagnarci saranno sopratutto i lettori e autori, maggiormente valorizzati, afferma la Berlusconi: “Un’editoria nazionale più solida e competitiva potrà disporre di maggiori risorse da investire nella qualità, potrà reggere davvero il confronto con i grandi editori stranieri e con protagonisti estremamente aggressivi del calibro di Amazon. Siamo determinati a mettere tutto l’impegno necessario per tutelare e valorizzare quel sistema di eccellenze editoriali e culturali di cui la Mondadori si trova al centro“.

Concluso l’accordo non si attende che il parere dell’Antitrust su questa unione dei due giganti editoriali.