Il reato di clandestinità non solo è inutile, ma è persino dannoso. A esserne convinto è Giovanni Canzio, il primo presidente della Corte di Cassazione, che ha espresso il suo parere del tutto negativo su questa legge nel corso del suo intervento in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario.

Nelle scorse settimane il ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva proposto di abolire il reato di clandestinità, creando però un gran polverone mediatico e politico. Con l’opposizione netta del centrodestra e in particolare della Lega Nord, e sull’onda delle polemiche che i fatti di Capodanno a Colonia avevano suscitato, il governo Renzi aveva però deciso di non cancellarlo, almeno per il momento.

Adesso però al fianco di Andrea Orlando compare una nuova bocciatura eccellente. A proposito del reato di clandestinità per come è previsto oggi dal nostro codice penale, Giovanni Canzio ha affermato: “La risposta sul terreno del procedimento penale si è rivelata inutile, inefficace e per alcuni profili dannosa. La sostituzione del reato con un illecito e con sanzioni di tipo amministrativo, fino all’espulsione, darebbe risultati concreti”.

Il presidente della Cassazione ha quindi aggiunto che la lotta nei confronti di “ogni forma di criminalità organizzata o terroristica, anche quella internazionale di matrice jihadista” va condotta “nel rispetto delle regole stabilite dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato. Diversamente tradiremmo la memoria” di quei magistrati che sono “caduti in difesa dei più alti valori democratici e non faremmo onore al giuramento di fedeltà che abbiamo prestato”.

Nel corso del suo intervento, oltre a toccare il tema del reato di clandestinità, Giovanni Canzio ha suggerito che le modifiche alle leggi non siano troppo frequenti: “Sarebbe auspicabile, pur nella mutevolezza degli aspetti economico-sociali da cui è contraddistinta la modernità, che il legislatore evitasse d’intervenire sul tessuto normativo con modifiche troppo frequenti, spesso ispirate a logiche emergenziali poco attente ai profili sistematici dell’ordinamento, rendendo così difficile il formarsi di orientamenti giurisprudenziali di lungo periodo e, per ciò stesso, più stabili e affidabili”.

Non è tardata ad arrivare la replica di Matteo Salvini. Il leader della Lega Nord tramite i social network ha commentato le parole di Canzio sul reato di clandestinità dichiarando: “Il signor Giovanni Canzio, presidente della Cassazione, il reato di immigrazione clandestina non serve, e i terroristi islamici vanno combattuti ma ‘nel rispetto delle regole stabilite dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato’. Sì, dai, bravo… Combattiamo i tagliagole, ma con rispetto, senza eccessi… Non ho parole”.