Si infiamma il dibattito intorno alla legge che avrebbe introdotto il reato di tortura, e che oggi dovrebbe essere discussa in Senato.

Nella giornata di ieri, infatti, a margine del vertice sul terrorismo che si è tenuto a Palazzo Chigi sono arrivate anche le rimostranze del centrodestra e in particolar modo del ministro dell’Interno Angelino Alfano, il quale ha affermato senza mezzi termini che, per quanto indispensabile, la legge rischia di mettere in difficoltà gli agenti che in questo momento devono occuparsi delle infiltrazioni jihadiste nel Paese.

Evitiamo messaggi fuorvianti nei confronti delle forze dell’ordine. Non è ovviamente in ballo il tema del reato di tortura bensì il rischio di una sua dilatazione per via interpretativa giurisprudenziale, che possa produrre compressioni all’operatività”: in questo modo il leader di Ncd è intervenuto, facendo capire di voler rivedere il testo del disegno di legge.

A dargli man forte il compagno di partito Fabrizio Cicchitto: “C’è il terrorismo, mettete in difficoltà le forze dell’ordine con questo provvedimento. Sono inutili gli sproloqui sul terrorismo se si indeboliscono le forze dell’ordine e il sacrosanto disegno di legge sul reato di tortura non va bene in questa formulazione, no, si devono accomunare le forze dell’ordine e i delinquenti”.

Carlo Giovanardi ha ribadito la posizione contraria dei sindacati di polizia, che hanno apprezzato l’intervento di Alfano e della Lega Nord, che in precedenza aveva disertato il vertice sul terrorismo: “Sono tutti d’accordo per l’altolà a questa legge. Noi siamo solidali con i sindacati di polizia e il Cocer dei carabinieri che si oppongono al disegno di legge sulla tortura, che è un provvedimento intriso di pregiudizi nei confronti delle forze dell’ordine”.

A stigmatizzare invece il blocco della legge sul reato di tortura, voluta fortemente dal Pd, sono anche le varie forze della sinistra, tra cui Sinistra Italiana. Loredana De Petris ha chiesto l’intervento del premier e del ministro della Giustizia: “Ancora prima che la legge sul reato di tortura sia approvata al Senato, Alfano già chiede di modificarlo alla Camera, in modo che poi debba tornare di nuovo al Senato. L’intenzione palese è quella di affossare questa legge, richiesta dai criteri minimi di civiltà e anche dalla spesso sbandierata Europa. Voglio sperare che il Pd, il ministro della Giustizia Orlando e lo stesso presidente del consiglio Renzi abbiano il coraggio e la dignità di respingere questo ricatto”.

Proprio in questi giorni è ritornato alla ribalta il caso Cucchi con l‘assoluzione dei medici che si occuparono di Stefano. Ilaria Cucchi aveva finalmente consegnato le oltre 200 mila firme raccolte a sostegno dell’introduzione del reato di tortura, richiesta anche lo scorso anno dalla Corte europea dei diritti umani che aveva stigmatizzato le lacune della legislazione italiana.