La custode di mia sorella è un romanzo della statunitense Jodi Picoult. Pubblicato nel 2005 per Corbaccio, il libro narra la storia della famiglia Fitzgerald, ed in particolare di Kate ed Anna, la prima malata di leucemia, la seconda concepita in vitro così da risultare una donatrice perfettamente compatibile e salvare la vita della sorella.

Si tratta di un romanzo impegnativo, che solleva  interrogativi cui è difficile rispondere, ma al contempo sincero e realista, scritto con maestria da chi, purtroppo, conosce da vicino le devastanti conseguenza che una malattia come quella di Kate può avere su di una famiglia che fino a quel momento poteva essere definita ‘felicemente normale’. Il risultato è un romanzo corale; un insieme di voci che si alternano, capitolo dopo capitolo, rendendoci partecipi del punto di vista di ogni singolo personaggio, ciascuno caratterizzato fin nei minimi dettagli, con i suoi pregi e con i sui difetti, e un’attenzione che normalmente si è soliti riservare solo ai protagonisti.

Al centro della vicenda gravitano tuttavia le vite di due sorelle, ancora ragazzine, la cui esistenza appare indissolubilmente legata e ugualmente sottoposta a privazioni, dolore, continue operazioni e lughe degenze in ospedale. Ad ogni ricaduta e corsa in ospedale di Kate, Anna, sua sorella minore, la segue infatti a ruota. Lei è la sua cura, la sua unica speranza di sopravivenza, la sua perfetta donatrice; fino a quando, a 13 anni, dopo ripetuti prelievi di sangue e midollo osseo, le si chiede di donare un rene a Kate.

Anna a questo punto si ribella e decide di rivolgersi ad un avvocato, determinata a far causa ai suoi genitori e ottenere l’emancipazione medica, così da poter prendere sa sola le decisioni riguardanti il suo corpo e la sua salute. Mentre ci si addentra così nei complessi rapporti familiari della famiglia Fitzgerald, distrutta dalla malattia di Kate, altri due personaggi si inseriscono nella vicenda: si tratta di Campbell e Julia, rispettivamente l’avvocato cui si rivolge Anna e l’assistente sociale a cui è affidato il caso, che si rincontrano a 15 anni dalla fine della loro storia d’amore.

Nel 2009, dal libro è stato tratto l’omonimo adattamento cinematografico, per la regia di Nick Cassavetes, con Cameron Diaz e Jason Patric nei panni dei genitori di Kate ed Anna, interpretate rispettivamente da Sofia Vassilieva ed Abigail Breslin. Il finale del film si discosta tuttavia notevolmente da quello del libro, che innegabilmente lascia il lettore con un po’ di amaro in bocca.