Niente di nuovo sul fronte occidentale (titolo originale ‘Im Westen nichts Neues’) è un romanzo autobiografico scritto da Erich Maria Remarque nel 1929.

Protagonista della vicenda è il giovane Paul Bäumer, che spinto dalla propaganda tedesca e convinto di essere destinato a vivere una grande avventura, a soli 19 anni si arruola come volontario nell’esercito tedesco insieme ad alcuni compagni di classe. Il romanzo è ambientato tra il 1914 e il 1918, durante la I Guerra Mondiale, periodo durante il quale Paul e i suoi compagni si trovano sul fronte tedesco in terra francese (il Fronte Occidentale per l’appunto), dove ben presto comprendono che la guerra non è un’avventura, bensì una immane tragedia, che non ha nulla di eroico e valoroso: un inferno in cui Paul non vede più né fine né scopi.

Inesperti, molti dei giovani volontari muoiono nei primi giorni al fronte. I sopravvissuti si abituano invece alla dura realtà della  guerra di trincea, dove la consapevolezza che la morte può giungere in ogni istante fa prevalere l’istinto di conservazione, a scapito di ogni sorta di pudore o imbarazzo, svuotando i soldati della loro stessa umanità.

Un libro che “non vuole essere una condanna o una denuncia – spiega l’autore - vuole soltanto mostrare una generazione che, anche se sopravvisse alle granate, fu distrutta dalla guerra”. Il racconto delle atrocità della guerra di trincea è affidato da Remarque al giovane Paul, quello stesso soldato che morirà poco tempo prima della capitolazione dell’esercito tedesco, in una giornata calma e silenziosa e con un’espressione serena sul volto. Il bollettino riporta: ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale’.

Un romanzo-diario che descrivendo nei particolari la durezza, la crudeltà e la inumanità della guerra, vuol essere un appello alla pace. Un racconto che porta con sé anche l’esperienza della Grande Guerra vissuta da Remarque, che ha prestato servizio sul fronte occidentale nel 1917, all’età di diciannove anni, rimanendo gravemente ferito e successivamente rimpatriato. Un libro che dopo esser stato messo al bando e bruciato dai nazisti, è oggi considerato uno dei capolavori del XX secolo e uno dei maggiori manifesti contro le atrocità della guerra.