Mentre le operazioni di recupero del carburante volgono al termine, si inizia a pensare seriamente a come togliere l’enorme relitto della Concordia, dalle coste dell’Isola del Giglio.

Che non fosse un’operazione semplice, lo si era capito sin da subito, adesso però si tratta di capire realmente come agire, visto che presto le dieci compagnie in gara dovranno dire la loro.

Le opzioni sono molte e davvero ingegnose.

C’è infatti chi propone di posizionare diversi palloni sotto la nave, così da riuscire a risollevarla e portarla in posizione eretta, ma la nave sembrerebbe troppo pesante per sperare che un’operazione del genere possa portare a buoni risultati.

C’è poi chi suggerisce di raddrizzare la nave grazie all’impiego di enormi gru, ma, anche in questo caso, le possibilità di successo sono davvero poche.

Una soluzione che invece ha già ottenuto ottimi risultati in passato, nello specifico in Kuwait e in Islanda, consiste nel posizionare all’interno della nave milioni di palline di polistirene riempite d’aria, queste dovrebbero far riemergere la Concordia.

Al momento, l’ipotesi più realistica vede la Costa Concordia fatta a pezzi di duecento tonnellate, ovviamente, come spiegano gli esperti, le tempistiche di recupero, in questo caso, potrebbero essere davvero lunghe, si parla di almeno sei mesi.