Roberto Maroni continua a far discutere, e questa volta le sue affermazioni non riguardano gli immigrati (recente l’invito ai prefetti lombardi a non accoglierne più) ma l’adozione del reddito di cittadinanza in Lombardia. Il governatore della Regione ha infatti dichiarato ufficialmente oggi di voler istituire un sussidio per contrastare la povertà crescente.

La manovra dovrebbe prendere il via dal mese di ottobre, ma per il momento si tratta di una proposta piuttosto vaga che dovrà essere discussa dalle varie forze politiche in campo, sia per quanto riguarda l’effettiva disponibilità di fondi che la sensatezza in sé dell’operazione. Come già prospettato in precedenza si dovrebbe trattare di una cifra pari a 700 euro mensili, assegnati esclusivamente a cittadini italiani ed europei residenti in Lombardia.

La sperimentazione del reddito di cittadinanza è infatti subordinata ad alcuni elementi, come annuncia lo stesso Maroni: “Nel bilancio regionale abbiamo trovato 50 milioni per finanziare il reddito di cittadinanza da ottobre a dicembre. Per il 2016, siccome non sarà una misura una tantum , siamo pronti a metterne altri 200”. A queste somme si dovrebbero aggiungere quelle sbloccate dal Fondo sociale europeo contro la povertà: circa 227 milioni, in teoria distribuiti lungo sei anni ma nella pratica spendibili anche in un periodo di tempo più limitato.

Secondo le stime del governatore, dunque, si tratterà di una manovra da quasi 500 milioni di euro, che almeno nella prima fase sperimentale interesserà gli ultimi tre mesi del 2015. Propedeutiche saranno l’approvazione della legge di Stabilità, prevista per il 16 giugno, e la creazione di un gruppo di lavoro che studi per bene tutti i dati economici.

Da parte del Movimento 5 Stelle la proposta (d’altro canto da sempre sostenuta) è stata accolta con grande favore, come si legge in una nota stampa diffusa da Dario Violi, capogruppo in Lombardia: “Siamo felici che la strada che abbiamo indicato abbia coinvolto i partiti e da parte nostra non abbiamo nessuna pretesa di imporre la nostra proposta che però riteniamo un importante punto di partenza. Siamo fieri di essere protagonisti di questo percorso e vogliamo chiudere al più presto per sostenere i cittadini in difficoltà“.

Qualche perplessità arriva dal Pd, che stando alle parole del capogruppo Enrico Brambilla, sottolinea l’incosistenza di una proposta che per ora rimane allo stato di slogan, nonché dubbi importanti sull’accesso al denaro necessario per la misura: “A noi il tema interessa molto, ma Maroni, dopo un mese, è venuto in Aula a raccontarci la wikipedia del reddito di cittadinanza: ha elencato molte proposte diverse senza dirci quale sia quella che intende attuare in Lombardia. Ha anche detto che ci sono risorse messe a disposizione dalla vituperata Europa, il che fa pensare che la Lega non voglia più uscire dall’euro, mentre non è affatto chiaro quali siano i 250 milioni presi dal bilancio regionale. Da quali voci? Su cosa taglierà? Finora c’è solo grande confusione, come sempre”.