Botta e risposta infuocato tra Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il terreno dello scontro è il reddito di cittadinanza, uno dei cavalli di battaglia dei pentastellati. Di Battista, forte dei risultati schiaccianti del M5S ai ballottaggi, ha chiesto a Renzi di approvare l’istituzione del reddito di cittadinanza proposto dal Movimento, insieme all’abolizione di Equitalia e a una legge anticorruzione che sostituisca quella approvata con Verdini, definita una “porcata”.

Come denunciato anche sul blog di Beppe Grillo dalla vicepresidente della Commissione lavoro del Senato del M5S Nunzia Catalfo, la proposta del Movimento sul reddito di cittadinanza si è arenata da oltre 17 mesi:

Il Governo non ha alcuna intenzione di risolvere il problema della povertà che colpisce il nostro Paese, tuona Catalfo. Circa 9 milioni e mezzo di persone stanno rimanendo sempre più indietro e senza aiuti.

Renzi: reddito di cittadinanza a tutti è sbagliato

La risposta di Renzi si è fatta attendere 48 ore. Nel corso del suo intervento alla presentazione del libro di Alec Ross “Il nostro futuro. Come affrontare il mondo dei prossimi venti anni”, svoltasi al Teatro Piccolo Eliseo di Roma il Presidente del Consiglio è tornato a ribadire la sua contrarietà al reddito di cittadinanza, così come proposto dal Movimento 5 Stelle. Secondo il leader del PD una simile misura sarebbe un incentivo contro la produttività e l’impegno dei cittadini:

Idee come quella del M5S di dare a tutti il reddito di cittadinanza, di dire che il futuro sia fatto tutto di tranquillità, per cui io do a tutti il reddito di cittadinanza, tutti tranquilli, non c’è bisogno di mettersi in gioco, di lavorare è un ragionamento secondo me sbagliato. Io devo dare a tutti un’opportunità, poi se non ce la fai devo darti una mano.

Renzi ha invitato gli italiani a non avere paura dei cambiamenti, anche se il clima politico è sempre più incerto nell’UE e il futuro sembra essere diventato un tempo spaventoso da cui difendersi:

In Europa il futuro fa paura, questo è il problema. Il cambiamento in corso modificherà in modo radicale la politica, e non solo la politica. Il mondo sarà diviso tra chi scommette sull’apertura e chi scommette sulla chiusura. Il mondo di domani è fatto apposta per l’Italia, se l’Italia non ha paura di cambiare.