Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al reddito di inclusione, per cui sono stati messi in campo circa due miliardi di euro. Dopo l’approvazione il Ministro del lavoro Giuliano Poletti ha chiarito che la misura, almeno inizialmente, sarà destinata a 660 mila famiglie che hanno gravi difficoltà economiche. Di queste 560 mila con figli minori a carico.

Lo stanziamento messo a disposizione dal governo dovrebbe mantenersi piuttosto stabile nel corso del tempo e il reddito di inclusione va ad incasellarsi fra tutte quelle misure che si stanno mettendo in campo per cercare di combattere la povertà. Il fondo a cui è stato dato il via libera servirà soprattutto a due scopi: sostenere chi ha scarsi o nulli mezzi economici e a potenziare i servizi e le politiche attive (per questo secondo scopo si stima l’impiego di circa il 15 per cento dei fondi messi a disposizione).

Oltre a queste misure, Poletti annuncia ulteriori 500 milioni di euro che in tre anni saranno messi a disposizione per il potenziamento dei servizi territoriali, misura che dovrebbe contribuire anche a dare un lavoro a chi lo sta cercando.

Per quanto riguarda ancora il reddito di inclusione, Poletti ha chiarito che per far sì che il denaro vada a chi effettivamente ne ha bisogno, sarà richiesto di sottoscrivere un patto che impegna i riceventi a mettere in atto determinati comportamenti, come quello di accettare proposte per migliorare l’occupabilità oppure garantire la frequenza scolastica dei figli.