Il dibattito sul referendum costituzionale arriva a toccare anche la Rai, dopo la richiesta avanzata dai tre consiglieri Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale e Carlo Freccero alla presidente Monica Maggioni affinché venga convocata una riunione straordinaria del Consiglio d’amministrazione.

Come facilmente intuibile alla base dell’allarme lanciato dal trio ci sarebbe l’eccessivo spazio concesso dai programmi prodotti da viale Mazzini alle ragioni del fronte del Sì, con uno sbilanciamento piuttosto forte.

In una lettera diretta alla presidente viene spiegato che la richiesta “nasce dalla costatazione dello squilibrio a favore del sì. La posizione del governo e di tutto lo schieramento del sì prevale in maniera schiacciante”.

Diaconale ha illustrato il processo con il quale verrebbe favorita l’opinione a favore del referendum costituzionale, ovvero non conteggiando tutte le dichiarazioni dei membri del governo: “C’è confusione tra tempo di notizia e tempo di parola. In questa fase non c’è componente del governo che non parli di referendum, ma, nonostante ciò, quello che dicono viene conteggiato come governo è quindi resta fuori dal calcolo. Il premier inaugura un’autostrada e parla di referendum, incontra gli imprenditori e parla di referendum: in queste condizioni non è possibile conteggiarlo nella comunicazione governativa. Siccome la posta in palio non è una sciocchezza, ma è in gioco la carta costituzionale, la preoccupazione mi pare più che legittima“.

La richiesta, almeno da un punto di vista strettamente formale, è destinata però a cadere nel vuoto, come ha spiegato Freccero, in quanto per essere vincolante necessiterebbe della firma di 4 consiglieri, ma gli altre quattro – ovvero Franco Siddi, Paolo Messa, Rita Borioni e Guelfo Guelfi – non hanno aderito l’appello: “Sono molto sorpreso, perché la nostra era una richiesta di conoscenza, e la reazione mi sembra una presa di posizione in favore di quello che sta avvenendo. Lo dico con sincerità ero sicurissimi che fossero in qualche modo a favore del nostro appello. Detto questo prendo atto di quello che è accaduto, spero in meglio per il futuro”.

Sulla problematiche si era già espresso a fine luglio Roberto Fico, il quale aveva denunciato possibili favoritismi da parte dei direttori dei telegiornali.