La data del referendum costituzionale è stata ormai fissata al 4 dicembre, ma gli effetti degli ultimi avvenimenti che hanno sconvolto il Paese – nello specifico il terremoto in Centro Italia – stanno mettendo in dubbio l’effettivo svolgimento della consultazione.

A parlare della questione è il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che durante un’intervista concessa a Rtl ha affermato di essere pronto a discutere di un possibile rinvio, nel caso venga caldeggiato dall’opposizione: “Noi non abbiamo chiesto nessun rinvio della data elettorale, ma qualora una parte dell’opposizione fosse disponibile a valutare una ipotesi di questo genere: io sono convinto che sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione”.

Nonostante non abbia voluto esprimersi in prima persone Alfano ha fatto appello al senso civico dell’ex alleato Silvio Berlusconi affinché il dibattito politico non sia responsabile di una divisione interna al Paese: “Ritengo che la cultura di governo e la posizione politica di un movimento come Forza Italia che sta nel Partito Popolare Europeo, e che è guidato da qualcuno che ha dovuto subire anche dei terremoti durante la propria gestione del Paese, mi riferisco a Berlusconi e L’Aquila, conosca bene quanto diventi indispensabile recarsi sui luoghi del sisma, e quanto anche dal punto di vista dello spirito pubblico diventi difficile una campagna elettorale che separa un Paese che invece ha bisogno di essere unito”.

Alfano ha però precisato che la sua non è che una considerazione personale, in quanto leader del Nuovo Centrodestra, per quanto “una richiesta di questo tipo non potrà non essere presa in considerazione”, vista la devastazione provocata dal sisma. “È chiaro che sul piano della polemica pubblica è una fatica parlare oggi del referendum. Non è facile discutere le ragioni del Sì e del No quando ci sono migliaia di sfollati”, ha concluso il ministro.

Immediato il parere contrario del leader della Lega Nord Matteo Salvini, il quale ha accusato il governo di opportunismo: “La maggioranza e il governo sono indietro nei sondaggi e vogliono così tentare di recuperare consensi. Al governo non interessa nulla del referendum in sè. E se proprio vuole essere serio, beh, allora cominci con l’avviare un’esenzione fiscale totale per cittadini e imprese che hanno perso tutto sotto le macerie”.

Anche da Forza Italia arrivano voci di dissenso, rispettivamente da parte di Giovanni Toti, secondo il quale il rinvio è “sbagliato”, e di Renato Brunetta, per il quale una decisione del genere “sarebbe da folli”.  Fino a pochi giorni fa questa era l’opinione anche di Matteo Renzi, il principale promotore del referendum costituzionale, ma secondo alcuni commentatori sarebbe stato proprio il presidente del Consiglio a decidere di vagliare l’ipotesi di posticipare la data.