La data del referendum costituzionale si fa più vicina e la tensione cresce esponenzialmente. Nelle ultime ore sul dibattito politico è piombata anche l’ombra di un attacco da parte di un gruppo di hacker.

A lamentare l’intromissione coordinata informatica è il Comitato per il sì responsabile del sito Basta un sì, che in diverse occasioni nell’ultimo periodo è stato reso irraggiungibile ed è stato persino reso inutilizzabile dagli amministratori.

Lo comunicano i gestori del sito tramite la loro pagina Facebook, sul quale dichiarano di non voler farsi fermare da questo tipo di intimidazioni: “Il nostro sito Internet sta subendo in queste ore un attacco informatico massiccio: non possiamo pubblicare contenuti e gli utenti non possono accedere. Far tacere una voce non aiuta le ragioni di nessuno. Comunque, non sarà questo a fermarci.

Il Comito per il sì ha anche fatto sapere di essere pronto a passare alle azioni legali, nel caso in cui fosse possibile identificare i responsabili, che stando alla tempestività delle azioni potrebbe essere un gruppo di professionisti del settore: “Stiamo lavorando con l’aiuto di esperti per accertare la responsabilità di questi molteplici attacchi, che saranno denunciati alle autorità di pubblica sicurezza. Siamo certi che chi opera in questo modo illegale non può avere a che fare con una campagna referendaria condotta nel rispetto delle regole democratiche. Far tacere una voce, infatti, non aiuta le ragioni di nessuno. Comunque, non sarà questo a fermarci: il nostro lavoro per modernizzare e rendere più stabile ed efficiente il Paese andrà avanti“.

Tra i social circola la voce di un presunto coinvolgimento di hacker russi, sulla scia – sempre in via ipotetica – di quanto sarebbe accaduto negli Stati Uniti prima dell’elezione di Donald Trump. Al momento l’ipotesi, alquanto fantasiosa, non sembra essere suffragata da alcuna prova documentaria né da qualche tipo di rivendicazione.

Durante lo svolgimento della Leopolda, infatti, il sito della manifestazione era stato attaccato da Anonymous, ma l’organizzazione non ha reclamato quest’ultimo incidente.