Prosegue la serrata campagna del Governo Renzi per promuovere il Sì al referendum costituzionale in programma per il 4 dicembre prossimo. Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi si è recata in Sud America per un tour di propaganda tra i connazionali all’estero. La prima tappa della Boschi è stata in Argentina, a seguire il ministro ha in agenda incontri con le comunità italiane in Uruguay e in Brasile.

La Boschi ai connazionali residenti in Sud America ha descritto minuziosamente l’operato del Governo Renzi:

Quando siamo arrivati al Governo il nostro Paese stava peggio, l’economia era in crisi, dovevamo invertire la rotta. Era difficile scegliere le priorità, abbiamo quindi deciso un programma di riforme a 360 gradi.

L’esponente del Governo ha sottolineato che per far funzionare il Paese al meglio è necessario rivedere la Costituzione:

È un referendum decisivo, potete decidere se cambiare il nostro Paese votando Sì, o se lasciare le cose come stanno votando No.

Il tour promozionale della Boschi non è passato inosservato ai contribuenti, che lamentano l’utilizzo dell’aereo di Stato per andare a spiegare le ragioni del Sì in Sud America e raccattare qualche volto favorevole tra gli italiani all’estero. In realtà si tratterebbe di più di qualche voto. Solo in Argentina gli elettori italiani sono 200 mila.

Polemiche sono divampate anche sui costi del “tour”. Il viaggio della delegazione italiana guidata dalla Boschi stando alle indiscrezioni trapelate sarebbe costato 300 mila euro. Dopo la tappa di lunedì a Buenos Aires, ieri i delegati hanno visitato Montevideo in Uruguay, mentre tra oggi e domani si recheranno in Brasile facendo ben 3 tappe: a Porto Alegre, a Brasilia e a San Paolo.

Ad aizzare gli elettori contro la Boschi è stato il vice presidente della Lega Nord al Senato Roberto Calderoli:

Facciano pure Renzi e la Boschi, ma lo facciano almeno a spese loro o del loro partito, non con i soldi dei contribuenti costretti a pagare la trasferta intercontinentale alla Boschi e al suo staff ministeriale solo per mere ragioni di campagna elettorale del PD.