Saranno in quasi 5 milioni e mezzo (su circa 7,5 milioni) i catalani che domani andranno al voto e che saranno chiamati a rispondere alla seguente domanda: “Vuoi che la Catalogna diventi uno Stato indipendente in forma di Repubblica?”. Saranno 2.315 i collegi elettorali e 6.249 i seggi aperti che consentiranno di partecipare al referendum indipendentista che potrebbe cambiare il quadro politico europeo. Un referendum che sta facendo discutere e che potrebbe riservare colpi di scena.

È braccio di ferro, intanto, tra indipendentisti e Governo centrale che sta facendo di tutto per annullare la chiamata alle urne visto che la Costituzione spagnola parla dello Stato “uno e indivisibile”. Resta da capire, infatti, come la Catalogna possa trasformarsi in uno Stato indipendente, qualora dovessero prevalere i movimenti indipendentisti. “La Spagna ha di fatto sospeso il governo catalano applicando lo stato di emergenza”, questa la denuncia di Puigdemont il quale ha aggiunto che “nessun tribunale o organo politico” potrà mai esautorare l’esecutivo regionale. “Lo dico con calma e fermezza: non ci sarà nessun referendum” è la replica del Premier Rajoy. La tensione sale sempre di più.

Una vittoria che potrebbe essere sul filo del rasoio visto il 49% dei cittadini è contrario alla secessione, secondo un sondaggio commissionato in estate dal governo catalano.