È stata una domenica di sangue e di terrore in Catalogna dove la polizia nazionale ha caricato studenti e anziani obbligandoli a non andare a votare. Scene da guerriglia urbana, foto con volti insanguinati che hanno fatto il giro del mondo. Alla fine il popolo catalano, nonostante le repressioni, è andato a votare lo stesso: l’affluenza è stata “solo” del 42% ma sarebbe stata superiore qualora la polizia non avesse caricato e sbarrato gli ingressi. Al voto hanno partecipato – numeri alla mano - 2,2 milioni di elettori su 5,3 chiamati alle urne. Il sì ha ottenuto il 90% contro il 7,8% dei no. Tutti, dunque, sono favorevoli all’indipendenza della Catalogna.

Secondo il governo catalano a votare sarebbe andato almeno il 55% degli elettori: l’affluenza, invece, in questo caso si è fermata al 42% a causa delle repressioni del Governo e di un clima di terrore che si è venuto a creare. Il governo “ha scritto una pagina vergognosa”, queste le parole del presidente catalano Carlos Puigdemont.

Il vicepresidente Jungqueras ha aggiunto che adesso sarà il Parlamento catalano a dover decidere se dichiarare o meno l’indipendenza della Catalogna, chiesta a gran voce dal 90% del popolo catalano andato alle urne. Convocata, infine, la direzione del Pp dal premier spagnolo Mariano Rajoy che ha definito il voto catalano una “sceneggiata”.