Si sono concluse oggi le operazioni di voto degli italiani all’estero, chiamati a esprimersi sul referendum costituzionale.

I seggi si sono chiusi con un’affluenza molto più alta rispetto a quanto preventivato, con una media del 40% che ha fatto segnalare il deciso superamento delle percentuali ravvisate durante le elezioni politiche del 2013 e il referendum sulle trivellazioni, fermatosi appena al 19%.

I primi dati parlano di un’adesione in Svizzera del 42,2% degli italiani registrati, nettamente superiore al 36% del 2013; le altre informazioni disponibili al momento riguardano la Gran Bretagna, dove l’affluenza è stata del 37%.

La cifra totale di schede che dovrebbe arrivare in Italia parrebbe attestarsi dunque a quasi 1,6 milioni, ovvero il 40% degli italiani aventi diritto che vivono all’estero, in tutto 4 milioni.

Per lo spoglio bisognerà attendere le prime ore del 5 dicembre, dato che i dati relativi verranno resi noti in contemporanea a quelli espressi in territorio italiano.

Permangono però le polemiche riguardanti possibilità di brogli. Matteo Salvini, per esempio, non ha usato toni diplomatici: “Credo che in consolati e ambasciate ne siano successe di cotte e di crude. Ma conto sul fatto che il voto degli italiani sarà un voto per il No che supererà anche gli eventuali Sì inventati e comprati da Renzi in giro per il mondo. E da lunedì a Palazzo Chigi si cambia inquilino”.

Severa anche l’ipotesi di Alessandro Pace, presidente del comitato del No, il quale ha affermato che vi saranno possibilità di ricorsi in caso in cui si affermi il Sì: “Noi avremo la possibilità di effettuare reclamo all’ufficio centrale del referendum“. Motivo del contendere sarebbe la dinamica del voto all’estero, che non garantirebbe la segretezza garantita dalla Carta costituzionale.

La risposta del presidente del Consiglio Matteo Renzi non ha tardato ad arrivare: “È un film che ogni volta si ripropone. Il voto all’estero è stato proposto dall’allora ministro del centrodestra Tremaglia e votato a sinistra. Non capisco, perché dire che lì si fanno i brogli? Perché continuare ad alimentare tensioni e polemiche?