L’attesa è finita. Il Consiglio dei ministri, riunitosi oggi pomeriggio a Palazzo Chigi, ha deciso che si voterà il prossimo 4 dicembre. Gli italiani, dunque, saranno chiamati al voto per promuovere o bocciare il referendum costituzionale che sta infiammando gli animi dei partiti, a partire dal Pd con Massimo D’Alema promotore del no (come dichiarato alla festa nazionale de l’Unità a Catania, ndr). Del suo stesso avviso anche il Movimento Cinque Stelle che ha invitato i suoi attivisti a votare no nel corso della manifestazione nazionale al Foro Italico di Palermo.

Referendum costituzionale, le reazioni

Per il Premier Matteo Renzi, quella del referendum, “è l’ultima occasione per cambiare l’Italia, ostaggio dei soliti noti, della solita palude che ha bloccato la crescita dell’ultimo ventennio”: “Il risultato del referendum non dipende tanto da me, ma da tutti voi. La partita è adesso e non tornerà, non ci sarà un’altra occasione. Sono certo che non la sprecheremo” ha scritto nella sua E-news il Presidente del Consiglio. Per Giorgia Meloni, invece, quella del 4 dicembre sarà “la data di scadenza” di un governo che, senza mezzi termini, ha definito “abusivo”.

Referendum costituzionale: “Licenziamo Renzi”

“Se vince il no, Renzi va a casa” ha dichiarato la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Per Brunetta, invece, “il Presidente del Consiglio sta prendendo tempo cercando di scappare dalla democrazia”: “Spera di sfruttare – ancora per parecchie settimane – i media e le tv prima dell’inizio della par condicio” ha tuonato. “Il 4 dicembre io voto no per licenziare Renzi. E sabato 12 novembre a Firenze gli daremo il preavviso” ha scritto su Facebook Matteo Salvini, leader della Lega Nord.