È sempre più preoccupante la crisi Ucraina. Oggi in Crimea il tanto atteso referendum che la farà ritornare nell’orbita Russa e a dire addio all’Ucraina.

Ieri il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è espresso, 13 voti a favore e Cina astenuta, ritenendo il referendum illegale ma la posizione non è passata solo per il veto russo nonostante, la Russia è nettamente isolata.

Kiev intanto continua a trattare con Bruxelles, il premier ucraino è rientrato ieri da una tournee in Europa e negli Usa. Il capo del governo ucraino, Arseniy Iatseniuk ha dichiarato che è tutto pronto,  manca solo la firma, all’accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea, la conclusione probabilmente durante il vertice del 21 marzo, poi verranno pianificati quelli sulla parte economica.

Era stata appunto la mancata firma dell’accordo di associazione con l’Ue che a fine novembre ha fatto scoppiare la rivolta a Kiev e tutto il caos che ne è nato, i morti di piazza Maidan e la successiva destituzione dell’ex presidente ucraino Viktor Ianukovich.

Nel tardo pomeriggio di ieri Kiev ha accusato Mosca di avere invaso militarmente il territorio ucraino nella regione di Kherson, al confine con la Crimea. Il ministero degli Esteri ucraino ha chiesto il ritiro immediato delle forze russe con la minaccia di rispondere con tutti i mezzi per fermare l’invasione militare.