UPDATE 18.50:  Il presidente russo ha approvato la bozza per l’accordo che prevede l’ingresso della penisola nella Federazione Russa dopo il referendum. L’accordo dovrà poi essere ratificato dal parlamento, il cui appoggio è già annunciato, con una conseguente nuova legge che permetta il riconoscimento di Crimea e Sebastopoli come nuovi soggetti della Federazione. I presidenti di Commissione e Consiglio Josè Manuel Barroso e Herman Van Rompuy in una dichiarazione congiunta affermano che “l’Ue non riconosce e non riconoscerà l’annessione della Crimea e Sebastopoli alla Federazione russa”.

“Abbiamo deciso di sospendere la partecipazione della Russia, ovvero è previsto che siano tutti gli altri Paesi, i sette più grandi Paesi, che si riuniscano, senza la Russia”: queste sono state le parole del ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, in merito alla riunione del G8 prevista a giugno. Il presidente Russo Vladimir Putin ha ribadito questa mattina durante il suo discorso al parlamento che il referendum della Crimea per l’annessione alla Russia si e’ svolto nel pieno rispetto del diritto internazionale (NE AVEVAMO GIA’ PARLATO QUI).

Al discorso hanno assistito, in prima fila, il premier e il presidente del parlamento di Crimea, Serghiei Aksionov e Vladimir Kostantinov. Putin ha sottolineato ancora una volta che Mosca non ha violato alcuna norma internazionale in Crimea e che “le forze armate russe non sono entrate in Crimea, c’erano già in conformità all’accordo con Kiev, non abbiamo neppure superato il limite previsto di 25 mila unità”,  riferendosi alla presenza di 25mila soldati russi consentita per la Flotta russa sul Mar Nero, con base a Sebastopoli.

Lunghi applausi in sala per il presidente russo che ha anche ricordato che “il trasferimento della Crimea all’Ucraina fu frutto di grosse violazioni e fu deciso dietro le quinte in uno stato totalitario, mettendo la gente di fronte al fatto compiuto. In Crimea ci saranno tre lingue: russo, ucraino e tartaro”.

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