Il presidente della Catalogna Artur Mas ha firmato il decreto di convocazione delle urne per il referendum indipendentista per il 9 novembre. “La Catalogna come tutte le nazioni del mondo ha diritto di decidere del suo futuro politico. La Catalogna vuole parlare, vuole essere ascoltata e vuole votare”, così Mas. Tutto questo in un atto solenne (ponendo in calce la firma) al Palazzo San Jaume, mentre fuori il popolo rosso-giallo esultava al grido di “indipendenza” e scatenando l’ira del governo centrale a Madrid.

Lunedì infatti nella capitale spagnola il consiglio dei ministri in seduta straordinaria approverà l’impugnazione davanti alla Corte costituzionale, che avrà l’effetto di sospendere automaticamente la convocazione del referendum. Quest’ultimo, sebbene solo consultivo deve avere l’autorizzazione del governo e del Senato.

Il 19 settembre, il giorno del ‘nò della Scozia alla secessione, il Parlamento catalano ha approvato la legge di convocazione della consultazione con 106 voti a favore e 28 contrari.

Artur Mas ha dichiarato: “Disponibile a trattare fino all’ultimo minuto con Madrid le condizioni per rendere possibile il referendum. Ma non siamo disposti a cadere nell’immobilismo sotto le spoglie della legalità.”

Al referendum, se si dovesse tenere, per la secessione della Catalogna dalla Spagna potranno votare i catalani superiori a 16 anni, anche residenti all’estero, gli stranieri residenti da almeno un anno in Catalogna, se cittadini Ue, da almeno tre anni, se extracomunitari. La Generalitat ha già attivato una pagina web con le informazioni per il voto.

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