Si è concluso il colloquio che ha visto a confronto Matteo Renzi e Sergio Mattarella in seguito alla decisione del primo di rassegnare le proprie dimissioni dopo la sconfitta subita in sede di referendum costituzionale.

Il Presidente della Repubblica ha richiamato il premier uscente al rispetto degli impegni presi, in primis l’approvazione della legge di Stabilità e di fatto ha congelato momentaneamente il mandato del Presidente del Consiglio: “Ci sono di fronte a noi impegni e scadenze di cui le istituzioni dovranno assicurare in ogni caso il rispetto, garantendo risposte all’altezza dei problemi del momento”.

Mattarella allo stesso tempo si è detto soddisfatto della grande partecipazione popolare alla consultazione referendaria e ha invitato le forze politiche alla collaborazione in questo momento critico: “L’alta affluenza al voto registratasi nel referendum di ieri è la testimonianza di una democrazia solida, di un Paese appassionato, capace di partecipazione attiva. L’Italia è un grande Paese con tante energie positive al suo interno. Anche per questo occorre che il clima politico, pur nella necessaria dialettica, sia improntato a serenità e rispetto reciproco.”

Nel frattempo tra un paio d’ore è previsto il Consiglio dei ministri durante il quale Renzi darà le sue ultime comunicazioni, prima di tornare nuovamente al Quirinale per far sì che le sue dimissioni vengano accettate.

Gli obiettivi del segretario del Pd, durante il periodo di intermezzo nel quale dovrà essere garantita “l’ordinaria amministrazione”, è quello di arrivare all’approvazione della legge di Bilancio, il cui limite è già stato fissato entro il 31 dicembre, e di garantire tutto il supporto possibile alle popolazioni colpite dai terremoti.

I primi colloqui tra Mattarella e i leader delle forze politiche in campo potrebbero essere avviati già domani, con consultazioni che si intuiscono spedite su un’eventuale maggioranza necessaria per un nuovo governo.

Il nome più pronunciato è quello di Pier Carlo Padoan, gradito all’Europa, dove è stimato per la sua statura professionale, e in grado di rassicurare i mercati (che comunque hanno retto bene alla crisi di governo).

Rimane l’incognita dell’Italicum: la legge elettorale potrebbe rimanere in vigore nel caso in cui si arrivasse a elezioni anticipate, sopratutto perché la maggior parte dell’opposizione (fatto eccezione per Forza Italia, che vorrebbe una legge proporzionale approvata da una maggioranza) non sembra avere intenzione di discutere delle modifiche.

Il nuovo governo dovrebbe dunque assumere l’incarico di dare un successore al contestato Italicum, che attualmente è anche al vaglio della Consulta, ma l’impresa è ardua, dato che la questione è stata una delle cause che ha provocato la caduta di Renzi.