Oggi è un giorno importante per l’Irlanda e più nello specifico per tutti i cittadini gay. Questa mattina, infatti, è iniziato il conteggio dei voti per il referendum sull’introduzione dei matrimoni omosessuali in Irlanda e, secondo le informazioni divulgate dal sito dell’Irish Times, i “sì”, favorevoli alle nozze gay sono in vantaggio sui no in diverse circoscrizioni, con percentuali che superano addirittura il 60%.

Il ministro per le pari opportunità Aodhan O’Riordain, ha pubblicato oggi un tweet con un verdetto pressoché definitivo, orgoglioso del fatto che dei 21 i Paesi che in tutto il mondo hanno detto “sì” ai matrimoni tra omosessuali, l’Irlanda sarebbe il primo a farlo passando tramite un referendum popolare. Gli scrutini, iniziati alle 9 di questa mattina, si concluderanno nel giro di poche ore e le prime cifre ufficiali saranno diffuse in tarda mattinata dal quartier generale del conteggio, il castello di Dublino, con risultato finale previsto per il primo pomeriggio.

Sarebbero oltre 60 mila i giovani che nelle ultime settimane si sono registrati o sono rientrati dall’estero proprio per esprimere il loro voto sulla questione delle nozze gay. La grande affluenza di giovani ha fatto sì che il numero dei votanti della fascia 18-25 anni salisse a quota 400mila, quota ritenuta decisiva per la vittoria dai sostenitori del matrimonio gay. Con la vittoria del “sì” al referendum, nell’articolo 41 della Costituzione dedicato alla famiglia verrà introdotta una nuova clausola secondo la quale “Il matrimonio può essere contratto secondo la legge da due persone, senza distinzioni di sesso”. Il referendum, appoggiato da tutti i principali partiti politici e dal governo in carica, ha però diviso il Paese innescando uno scontro tra giovani più aperti al cambiamento e gli anziani più legati alla tradizione senza tralasciare ripercussioni di tipo religioso. La stessa chiesa cattolica, la cui influenza si è ridotta in Irlanda, non è stata del tutto unita: alcuni sacerdoti e suore cattoliche avevano infatti suggerito di votare “sì”.