A meno di una settimana dalla votazione del referendum costituzionale arriva l’importante endorsement di Romano Prodi.

L’ex presidente del Consiglio ha infatti annunciato che voterà Sì il 4 dicembre, in una nota pubblica in cui si avverta un’adesione non certo entusiasta: “ Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie, tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio Sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale”.

L’ex presidente della Commissione UE, cui si deve fondamentalmente l’entrata in Europa dell’Italia, ha ricordato con una certa ironia il consiglio della madre che da bambino gli ricordava che “nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone”.

A strappare Prodi al suo silenzio autoimposto per tutto ciò che riguarda la vita politica italiana è stata la consapevolezza di dover “prendere posizione in un dibattito che, fin dall’inizio, ha abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo”.

Un contrasto acceso che “ha trasmesso in Italia e all’estero un senso di debolezza che, qualsiasi sia sarà il risultato di questo referendum, si trasformerà in un periodo (speriamo non troppo lungo) di inutile e dannosa turbolenza”.

Se Matteo Renzi ha ringraziato il suo predecessore che “ha detto Sì alla riforma riconoscendo che c’è un’esigenza del Paese”, non è stato dello stesso avviso Pier Luigi Bersani, il quale ha avvertito la mancanza di entusiasmo nell’appoggio di Prodi alla riforma e ha lanciato il suo appello alla sinistra che vota No: “Rispetto Prodi ma non voglio succhiare l’osso, non mi turo il naso e soprattutto non lascio il No alla destra. Io vado in giro e vedo molta sinistra per il No: trovo l’Anpi, la Cgil o Libertà e Giustizia, e tanta gente normale che vota Pd, c’è molta gente che non si sente costituzionalista ma che ha dei problemi e vuole votare come gli dice il cuore”.