Matteo Renzi torna sulla questione del referendum costituzionale, ma sopratutto sulla controversia riguardo la personalizzazione della consultazione popolare.

Durante un’intervista concessa a Radio anch’io il premier ha tenuto a ricordare a tutti i cittadini che quello in ballo a dicembre è il futuro dell’Italia e non la sua carriera politica, smentendo di fatto la ricostruzione del suo incontro con gli industriali avvenuto a Torino.

Il referendum è un’occasione che non ricapita, di mandarmi a casa ci sono occasioni plurime. Se voti no per polemizzare con il governo butti via l’ultima occasione negli ultimi 30 anni per cambiare le cose in Italia”, ha esclamato il premier, ricordando l’eccezionalità della situazione, e ammettendo esplicitamente lo sbaglio comunicativo iniziale: “Non parliamo del futuro mio o del governo, a inizio referendum abbiamo sbagliato a impostare la questione così. Ma ora il referendum è su cosa succede all’Italia nei prossimi vent’anni, un futuro che va oltre i tempi di questo governo”.

E al tempo stesso Renzi attacca coloro che stanno facendo del referendum una questione personale, riducendola a una conseguenza della tifoseria politica: “Il voto non è tra simpatia e antipatia ma tra chi vuole cambiare e no. Tra chi difende la costituzione dalla svolta autoritaria c’è anche Forza nuova… L’obiettivo, come nel Palio di Siena, non è che uno vinca ma che l’altro perda. Ci sono contradaioli della politica per i quali la cosa più importante è che il loro principale avversario non vinca ma se questo va bene per il Palio è un disastro per l’Italia”.

Nonostante l’impostazione del referendum sia sui vantaggi e i benefici delle modifiche alla Costituzione il presidente del Consiglio non perde l’occasione per attaccare Massimo D’Alema, che da tempo sta cercando di minarne l’autorevolezza: “Per me è il passato, lui vota no perché spera di essere il futuro. Non lascio a D’Alema o ad altri la possibilità di bloccare il futuro del paese”.

E infine ha affermato di confidare nel buon senso degli italiani, anche al di là degli schieramenti politici: “Massimo D’Alema non lo convinceremo ma sono convinto che ci saranno molti elettori di Lega e M5S che quando vedranno il quesito sapranno cosa fare. Gli italiani sono meglio di quello che pensiamo, prevarrà il buon senso“.