Matteo Renzi rifiuta le accuse di personalizzazione che gli sono state rivolte in merito alla campagna per l’approvazione del referendum costituzionale e ai microfoni di Rtl 102.5 ha dichiarato di non essere determinato a restare in sella al governo se dovesse prevalere il fronte del no.

O si cambia o se vogliono galleggiare ne trovano altri, si resta con i soliti.Ma se qualcuno vuole fare strani pasticci il giorno dopo li fa senza di me. Se i cittadini dicono di No e vogliono un sistema che è quello decrepito che non funziona, io non posso essere quello che si mette d’accordo con gli altri partiti per fare un governo di scopo o un governicchio. Il governo tecnico l’abbiamo avuto più volte e sonno salite le tasse”, ha spiegato il premier.

E per quanto le affermazioni del presidente del Consiglio possano apparire diplomatiche non manca un affondo rivolto a coloro che vorrebbero ostacolare la riforma essenzialmente per mantenere uno status quo a loro favorevole: “Dicono che bisogna cercare di non personalizzare. Sono gli altri però che lo fanno perché cercano di utilizzare il no al governo per mantenere i loro privilegi. Come mantenere il Parlamento più numeroso del mondo, consiglieri regionali con superstipendi e un ping pong che non ha eguali in nessun paese. Se vince il no non c’è Armageddon, ma non cambia nulla. Gli italiani non si facciano fregare dai politici”.

Renzi poi torna anche sul tema dell’Italicum, ritenuto indebitamente associato alla riforma costituzionale, dato che una nuova legge elettorale sembra essere in vista in qualunque caso: “Non ci vedo niente di male nell’Italicum perché il ballottaggio mi sembra la cosa più giusta. In Parlamento uno vuole una cosa, uno l’altra, uno le preferenze, uno i collegi che sono una cosa meravigliosa. Ma sia che vinca il Sì, sia che vinca il No la legge va cambiata. Ormai è chiaro. E questo elimina anche il problema del combinato disposto con il referendum”.