Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha scartato l’ipotesi dell’accorpamento del referendum sulle trivelle alle elezioni amministrative, chiesto a gran voce dalle Regioni e dagli ambientalisti. Il leader di Ncd, rispondendo a un’interrogazione presentata dai deputati di SEL, ha spiegato che l’election day presenta difficoltà tecniche che possono essere superate soltanto con una legge apposita. Per superare questi scogli la via amministrativa secondo Alfano è insufficiente.

Nei giorni scorsi il presidente del Veneto e della Regione Basilicata avevano lanciato un nuovo appello al Governo a favore dell’election day. I due governatori avevano sottolineato l’importanza della partecipazione democratica alla strategia energetica nazionale:

Il tema energetico e la collaborazione tra istituzioni della Repubblica sono così rilevanti da favorire la partecipazione e la scelta tra il sì e il no, non tra il sì e il non voto.

A battersi da settimane per l’election day sono anche gli attivisti di Greenpeace. L’organizzazione ambientalista ha promosso una petizione su Change.org che ha raccolto oltre 40 mila firme in una settimana. Gli ambientalisti hanno elencato i vantaggi dell’accorpamento del referendum sulle trivelle alle elezioni amministrative. Il primo beneficio, di natura economica, è il risparmio di 300-400 milioni di euro di soldi pubblici.

Il secondo vantaggio è la concessione di più tempo per organizzare la campagna referendaria. Tempo che invece scarseggerebbe se il referendum sulle trivelle venisse anticipato al 17 aprile. Il terzo vantaggio, non trascurabile, sarebbe la maggiore partecipazione dei cittadini a scelte determinanti per il futuro del Paese quali sono le politiche energetiche.

Gli ambientalisti invitano il Governo a non boicottare i referendum promossi dalle Regioni perché è importante raggiungere il quorum. I cittadini secondo Greenpeace chiedono da tempo a gran voce al Governo di rinunciare alle fonti fossili senza concedere ulteriori favori alle lobby petrolifere. L’associazione ha ricordato all’esecutivo che l’Italia ha assunto impegni ambiziosi alla COP21 di Parigi per la riduzione delle emissioni che vanno nella direzione opposta a una nuova ondata di trivellazioni nei mari italiani.